Contratti di convivenza

Che cos'è la famiglia?

L’uomo nasce, cresce e sviluppa le proprie capacità fisiche e intellettive grazie soprattutto alla famiglia, la prima formazione sociale di appartenenza. Considerata la sua fondamentale importanza, tanto biologica quanto sociale, la famiglia è sempre stata oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore, il quale ha disciplinato scrupolosamente diritti e doveri dei membri che la compongono.

Tuttavia, il concetto stesso di famiglia è profondamente mutato nel corso della storia. La “rivoluzione” socio-culturale che ha vissuto il nostro Paese nella seconda metà del secolo scorso ha portato progressivamente ad abbandonare, tra le altre cose, gli stereotipi dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale, della preminenza del pater familas e della discriminazione dei cosiddetti figli naturali, ovvero nati fuori del matrimonio.

Il risultato, giuridico oltreché morale, di questa rivisitazione del vincolo familiare è costituito dalla piena valorizzazione delle persone e del legame affettivo che le unisce, al di là della cornice formale all’interno della quale esse si collochino. Il matrimonio, di conseguenza, ha perso quella centralità che ha da sempre contraddistinto il nostro diritto di famiglia.

 

Che cosa sono  le coppie di fatto e le unioni civili?

Nell’ottica evolutiva del concetto di famiglia, si inserisce la cd. legge Cirinnà di Regolamentazione delle unioni civili di persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze (n. 76 del 2016). Già da tempo, difatti, era avvertita l’esigenza di una tutela giuridica della cd. coppia di fatto, ovvero di due persone che decidono di convivere, assistendosi moralmente e materialmente, pur non suggellando il loro legame con il matrimonio. Esigenza sentita in particolar modo da parte di quelle coppie omosessuali cui, nonostante il fervente dibattito pubblico, non era formalmente consentito contrarre matrimonio.

La giurisprudenza aveva temporaneamente colmato la lacuna, concedendo a queste coppie una, seppur minima, forma di tutela, ricavandone la legittimazione dall’art. 2 della Costituzione, il quale «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo […] nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità».

La legge in questione ha superato queste incertezze. Sfatando un tabù, politico-culturale prima che giuridico, la cd. Cirinnà introduce l’istituto pubblicistico dell’unione civile, riconoscendo così alle coppie omosessuali, desiderose di formalizzare solennemente il loro legame, uno status giuridico simile a quello conferito dal matrimonio civile alle coppie eterosessuali.

 

Che cosa sono i contratti di convivenza?

La legge Cirinnà ha, tra le altre cose, positivizzato la disciplina giuridica della mera convivenza di fatto (diritti e doveri personali dei conviventi) e introdotto il contratto di convivenza, un agile e interessante strumento di regolamentazione e tutela dei rapporti patrimoniali della coppia di fatto, eterosessuale od omosessuale, che non voglia formalizzare il proprio legame, sfuggendo così alle rigide maglie del regime giuridico previsto dalla legge in caso di matrimonio o unione civile (art. 1, co. 50-64).

Presupposto indefettibile per poter sottoscrivere un contratto di convivenza è, oltre alla dimora abituale nel medesimo Comune, il semplice legame affettivo che lega una coppia di individui maggiorenni, ovvero l’impegno di reciproca assistenza morale e materiale.

Il contratto di convivenza non può essere sottoposto a termini o a condizioni.

La sua stipulazione, modifica o eventuale risoluzione richiedono la forma scritta, a pena di nullità, tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato.

 

Qual è il ruolo dell'avvocato?

All’Avvocatura viene riconosciuta una nuova funzione di responsabilità a valenza pubblicistica, che si inserisce razionalmente nella classica attività di consulenza alle famiglie.

I conviventi, assistiti dal loro avvocato di fiducia, potranno stipulare un contratto di convivenza con cui poter disciplinare in autonomia, ad esempio: le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in base alle sostanze e alle capacità lavorativo-professionali di ciascuno; l’eventuale regime di comunione patrimoniale dei beni; la regolamentazione dei rapporti patrimoniali riguardanti il mantenimento e l’istruzione dei figli; la facoltà di assistenza reciproca in caso di malattia fisica o psichica, con possibile designazione del partner quale amministratore di sostegno in caso di necessità. 

Inoltre, il professionista autenticherà la sottoscrizione e attesterà anche la conformità del contenuto alle norme imperative e di diritto pubblico, premurandosi di inviarne copia al Comune di residenza dei conviventi ai fini dell’iscrizione anagrafica, così rendendo il contratto opponibile ai terzi.

 

Cosa possiamo fare per voi?

  • Assistenza nella redazione del contratto di convivenza, così come nella sua modifica o risoluzione consensuale;
  • autenticazione delle firme e attestazione di conformità alle norme imperative e di ordine pubblico dei contenuti del contratto;
  • trasmissione della copia al Comune di residenza della coppia.

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