Diritto penitenziario e dell'esecuzione penale

Di cosa si occupano?

Al diritto penitenziario e dell'esecuzione penale attengono tutte le regole e le modalità di organizzazione degli istituti di pena e delle misure alternative alla detenzione.

Nell'ordinamento italiano, la privazione della libertà personale è (ancora) la pena principale conseguente alla commissione di un reato, pertanto l'attuale sistema giuridico ha accettato la scommessa di ridurre al minimo la restrizione dei diritti dei detenuti, alla luce del solenne (e costituzionale) imperativo dell'umanizzazione del trattamento penitenziario e della rieducazione del condannato. In altre parole, la detenzione deve porsi, come finalità ultima, il reinserimento del ristretto nella società e, quindi, le sue modalità esecutive non possono prescindere né da tale scopo né dalla tutela dei diritti inviolabili del detenuto.

A chi si applicano?

Le norme del diritto penitenziario e dell'esecuzione penale si applicano, in generale, ai detenuti, i quali possono essere idealmente suddivisi in tre tipologie: i giudicabili o in attesa di giudizio (gli indagati o imputati, non ancora condannati in via definitiva, il cui procedimento penale è ancora in corso); gli internati (coloro i quali sono soggetti alle misure di sicurezza detentive); i condannati definitivi (che si trovano negli istituti penitenziari per espiare la pena definitiva comminata con decisione non più impugnabile).

Dal momento che gli imputati (o indagati) sono da considerarsi innocenti sino a condanna definitiva, ad essi non può essere riservato un trattamento rieducativo (con osservazione scientifica della personalità e predisposizione di un vero e proprio programma individualizzato mirato alla risocializzazione), a differenza di quel che accade per gli altri detenuti.

Pertanto, anche in ragione della posizione giuridica di ciascun soggetto, sono differenti le finalità e le modalità della detenzione, fermo restando l’obbligo di garantire a tutti la possibilità di fruire di determinate attività (studio, lavoro, formazione, svago, ecc.) e il rispetto dei diritti inviolabili riconosciuti all'uomo in quanto tale, a prescindere dalla sua condizione di libertà o detenzione.

Quali sono le norme in materia?

Il lungo cammino, ancora in corso, verso la piena tutela dei diritti del soggetto ristretto ha avuto inizio nel 1975, con l'approvazione dell'ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354) ed è continuato con le successive modifiche (dalla cosidetta “legge Gozzini”, la n. 663 del 10 ottobre 1986 alle recenti iniziative legislative di riforma, da tempo avanzate e auspicate).

Oltre ai codici penale e di procedura penale, le basi normative del diritto penitenziario italiano e dell'esecuzione penale si rinvengono:

  • nella legge 354/1975 (ordinamento penitenziario) e successive modifiche;
  • nel d.p.r. 230/2000 (regolamento penitenziario) e successive modifiche;
  • nella legge 199/2010 (esecuzione presso il domicilio della pena detentiva non superiore a 18 mesi);
  • nel d.p.r. 309/1990 in relazione ai tossicodipendenti e alcoldipendenti;
  • nel d.lgs. 286/1998 in relazione all'espulsione a titolo di sanzione sostitutiva della detenzione;
  • nella legge n. 103 del 23 giugno 2017, con cui il Parlamento ha delegato il Governo a riformare l'intero ordinamento penitenziario.

Il diritto penitenziario, dunque, è una particolare branca del diritto che richiede una preparazione mirata e specifica, al fine di poter accompagnare il condannato nella fase più delicata del suo percorso giudiziario, quella della detenzione.

Cosa possiamo fare per voi?

  • nell'esecuzione penale: istanza di correzione d'errore materiale; restituzione nel termine per impugnare; questioni sul titolo esecutivo e sull'applicazione del principio del ne bis in idem; istanza di applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato; istanza di revoca della sentenza per abolizione di reato; istanza di revoca della sospensione condizionale della pena; istanza di estinzione del reato e della pena; richieste di applicazione dell'amnistia e dell'indulto;
  • nel diritto penitenziario: istanze di ammissione (anche provvisoriamente) alle misure alternative alla detenzione; istanze di liberazione anticipata; istanze di permessi ordinari e premiali; reclamo per violazione dell'art. 3 C.E.D.U. (c.d. “per sovraffollamento carcerario”); reclamo in materia disciplinare e per violazione dei diritti dei detenuti; istanze e reclami in materia di sottoposizione al regime di cui all'art. 41 bis ord. penit. (c.d. "carcere duro").

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