Tutela degli animali

Oggetto o soggetto di tutela: cos'è l'animale?

Nella società moderna il tema della tutela degli animali ha assunto particolare importanza, permettendo di sviluppare un vero e proprio movimento culturale rinforzato dalle evoluzioni in campo ecologico. È di tutta evidenza come si sia istaurato un nuovo rapporto tra uomo, ambiente e animali, ove quest’ultimo, da mero oggetto di tutela, è diventato il protagonista e vero soggetto di diritto.

Ormai è universalmente riconosciuta loro la qualità di “esseri senzienti”, ossia capaci di provare emozioni, sentimenti, sofferenze non soltanto fisiche, portatori di diritti in quanto tali e non di riflesso all’uomo. Proprio per questo, i loro diritti appaiono legati alla sfera della personalità, cioè individuabili in tutti quelli di cui sono portatori anche gli uomini: diritto alla vita, ad una morte dignitosa, diritto a non soffrire e avere condizioni di vita compatibili con le proprie abitudini e costumi.

Di questo cambiamento di rotta ne danno testimonianza non solo la giurisprudenza più recente, ma anche la legislazione interna e sovranazionale. 

 

Quali sono le norme in materia?

Dando conto soltanto di alcuni interventi in campo internazionale ed europeo, basti pensare:

  • alla Convenzione europea per la salvaguardia degli animali domestici, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987 e ratificata in Italia con la legge 201 del 27 ottobre 2010, tesa a proclamare l’importanza degli animali domestici, il loro contributo alla qualità della vita e diretta a contrastare il fenomeno del “traffico di animali da compagnia”. Questo stesso intervento ha permesso un cospicuo aumento di pene per l’uccisione e il maltrattamento di animali (previsto e punito dagli odierni artt. 544 bis e 544 ter c.p.). La stessa ha vietato alcune pratiche assai in uso negli anni passati come il taglio delle orecchie, della coda, la recisione delle corde vocali e l’asportazione di unghie e denti.
  • Alla Convenzione sulla biodiversità, firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992, tesa (in estrema sintesi) ad impedire la progressiva e perdurante perdita di biodiversità.
  • In ambito europeo va ricordato il Protocollo allegato al Trattato di Amsterdam del 1997 nel quale è affermata la possibilità di considerare gli animali quali esseri portatori di interessi riconosciuti da norme giuridiche. Oggi tale protocollo è stato recepito dall’art. 13 del Trattato di Lisbona entrato in vigore nel dicembre del 2009 il quale testualmente recita che nel settore dell’agricoltura, pesca, trasporti ecc. « l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti […]»

 

Come vengono tutelati i diritti degli animali?

Il nostro sistema giuridico riconosce una tutela dell'animale a trecentosessanta gradi. In campo civilistico viene perlopiù utilizzato lo strumento del risarcimento del danno extracontrattuale per avere un ristoro economico in caso di perdita dell’animale da affezione. In ambito penalistico vengono represse le condotte di abbandono, uccisione, maltrattamento con pene che vanno dalla reclusione (da un minimo di due mesi fino a un massimo di tre anni) alla multa (da un minimo di 3.000€ a un massimo di 160.000€). Per quanto attiene al diritto amministrativo, si ha la classica tutela contro provvedimenti illegittimi delle Pubbliche Amministrazioni (basti pensare alle multe elevate da vigili urbani per violazione dei divieti di ingresso di animali in luoghi pubblici, considerati ormai illegittimi dalla giurisprudenza amministrativa unanime).

 

Cosa possiamo fare per voi?

  • in campo civile: richieste di risarcimento del danno per perdita di animale d’affezione e diatribe condominiali sulla permanenza di animali;
  • materia penalistica: gestione dei casi di maltrattamento, uccisione, abbandono, traffico illecito di animali da compagnia, divieto di combattimenti tra animali;
  • illeciti amministrativi: individuazione del giusto ambito di competenza e tutela dedicata nei confronti di provvedimenti amministrativi illeciti; trattazione di casi di randagismo (individuazione delle relative responsabilità), gestione di rifugi, canili, oasi e colonie feline.

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